Ecclesiastici fanfaroni

Il nostro Super Ex – quello che si definisce da sé ex Movimento per la Vita, ex Scienza & Vita, ex giornalista di Avvenire, ex docente di scuola cattolica, ma per grazia di Dio non ex cattolico, ci ha scritto. Ci ha regalato un ricordo, con spunti personali inediti, del cardinale Carlo Caffarra. E, soprattutto, ci ha anticipato una bella notizia: che a primavera, a Roma, tanti cattolici diranno la loro sullo stato attuale della Chiesa, e pregheranno perché a dispetto delle onde della moda e della demagogia la barca continui a galleggiare e navigare. Contro venti e maree.Ma ecco che cosa ci scrive Super Ex:

“Caro Tosatti,
Quattro mesi orsono, nasceva al cielo il cardinal Carlo Caffarra. E’ giusto ricordare quell’uomo, e il suo silenzioso martirio, in questo tempo di ecclesiastici fanfaroni. Caffarra era un uomo di Chiesa, a tutti gli effetti: la amava intensamente, profondamente, con tutto se stesso. E soffriva davvero vedendola così martoriata e divisa. Un giorno, alla mia domanda, “ma Lei come sta?”, rispose: “Umanamente sono disperato, non vedo salvezza, per la Chiesa, oggi; ma cristianamente sono tranquillo: Dio non abbandona mai la sua barca, anche se può sembrare che ciò accada”. Alla sua morte qualcuno, interessato, ha voluto ricordare un suo discorso che cominciava così: “Scusatemi la battuta: avrei avuto più piacere che si dicesse che l’Arcivescovo di Bologna ha un’amante piuttosto che si dicesse che ha un pensiero contrario a quello del Papa”. Ma questa dichiarazione è del 2014. Siamo cioè agli inizi della rivoluzione dottrinale di Bergoglio. Chi ha avuto un po’ di intimità con Caffara sa bene che il cardinale non avrebbe ripetuto quelle parole, nè alla fine del 2015, dopo Amoris Laetitia, nè nell’ultimo anno della sua vita, il 2017.

Caffarra non trascendeva mai. Nessuno ha udito una parola di troppo, nessuno ha mai visto un gesto di rabbia da parte sua. Ma soffriva terribilmente: non era stato degnato di una risposta, nè scritta nè a voce. Neppure di un’udienza. Il Bergoglio farfallone, che telefona a destra e manca, che rilascia interviste come un attore del cinema, che compare all’improvviso ai compleanni dei prelati a lui vicini, che non esita a prendere carta e penna per mettere in castigo il cardinal Robert Sarah… non ha mai avuto mezz’ora per parlare a quattr’occhi con un uomo che era tenuto nella massima considerazione da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. Non dico per provare a mettere in dubbio le sue certezze, o per ascoltare una posizione differente dalla propria, ma nemmeno come gesto di carità e di rispetto. Quando Bergoglio andò in visita a Carpi, nell’aprile del 2017, non ebbe neppure in quell’occasione un attimo per il cardinale: si concesse un abbraccio davanti ai fotografi… e poi via, nel tourbillon delle visite e dei discorsi ufficiali. Ricordo che chiesi al cardinale: “Ma quando siete stati insieme a Carpi, a quattr’occhi, avete parlato dei Dubia?”. Con dolore Caffarra mi confidò che il papa lo aveva sfuggito, tutto il giorno: si era limitato, furbescamente, alla foto. Quando il 6 settembre ho appreso che Caffarra era morto, proprio nel giorno in cui si accingeva a ritirare il pass per la messa del 1° ottobre di Bergoglio a Bologna, mi è tornato in mente il mancato incontro di Carpi, e ho annotato dentro di me: “Bergoglio viene a Bologna, nella città del cardinale, e neppure in quest’occasione ha previsto un attimo per lui. Come è difficile amare il prossimo da vicino, e come è facile amare i migranti, gli stranieri, da lontano, chiacchierando da un balcone o pontificando su un aereo!”

Una curiosità finale: negli ultimi mesi Caffarra pensava fosse importante riunire studiosi cattolici a Roma, per un convegno che affrontasse un tema molto discusso nella Chiesa, e non da oggi, l’infallibilità papale: quali i suoi limiti, i giusti confini? Se ho ben capito il suo desiderio non è caduto nel vuoto e qualcuno si sta organizzando, piano piano, per portarlo avanti. Vedremo a Roma, a breve, un simposio di cattolici coraggiosi e memori degli insegnamenti di san Paolo? Vedremo qualcuno che si alzerà in piedi, di fronte a tante ambiguità, eresie e silenzi complici del mondo, in ossequio all’insegnamento del doctor angelicus: “Così san Paolo, che era soggetto a san Pietro, lo riprese pubblicamente, in ragione di un pericolo imminente di scandalo in materia di fede. E, come dice il commento di sant’Agostino, “lo stesso san Pietro diede l’esempio a coloro che governano, affinché essi, allontanandosi qualche volta dalla buona strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dai loro soggetti” (Summa theologiae, II-II, 33, 4, 2)?

Intanto il sottoscritto, orfano di un vero padre, di un sacerdote santo, schivo, umile, silenzioso, dotto (cioè di quanto di più lontano ci sia dal modello oggi in auge), mi consolo leggendo l’ultimo libro del cardinale: “Prediche corte, tagliatelle lunghe. Spunti per l’anima”. Non un ricettario per apparecchiare nelle chiese pranzi sacrileghi e propagandistici, ma pagine di “sana dottrina”, cioè di vita quotidiana e divina. Grazie cardinale, la sua fedeltà vera rimane per molti una luce, nel buio profondo che prelude ad un nuovo giorno.

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DAT E CATTOLICI

FINE VITA E DAT: LA VOCE CHIARA DEL VESCOVO DI TRIESTE. TROPPI CATTOLICI HANNO TACIUTO. “I PONTI NON FONDATI SULLA VERITÀ NON REGGONO”.

MARCO TOSATTI

È consolante in certi momenti, in certe situazioni, sentire una voce forte e chiara, che non ha paura di dire la verità. A fronte del silenzio imbarazzato, che ben potrebbe essere accusato di complicità, dei balbettamenti, delle prese di posizione fatte perché ci si aspetta che si prenda posizione, e niente di più; quando un vescovo descrive con impietosa lucidità la realtà morale del Paese, beh fa piacere. Ci riferiamo al comunicato che ha reso pubblico l’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, che rilanciamo qui sotto.

Approvata la legge che apre all’eutanasia

Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

 

Giovedì scorso14 dicembre il Parlamento italiano ha approvato la legge cosiddetta sulle DAT che apre all’eutanasia, persino in forme più accentuate che in altri Paesi. Durante la fase della discussione in Parlamento e nel Paese anche io, come vescovo e come presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ero intervenuto, insieme ad altri, come per esempio il Centro Studi Rosario Livatino, per mettere in evidenza la gravità del contenuto di questo testo di legge. Purtroppo ha prevalso un’ideologia libertaria e, in definitiva, nichilista, espressa in coscienza da tanti parlamentari. Così l’Italia va incontro ad un futuro buio fondato su una libertà estenuata e priva di speranza. Questa legge si aggiunge ad altre approvate in questa triste legislatura che hanno allontanato la nostra legislazione sulla vita e sulla famiglia dalla norma oggettiva della legge morale naturale che è inscritta nei nostri cuori, ma che spesso i piccoli o grandi interessi di parte e le deformazioni dell’intelligenza nascondono agli uomini. Coloro che con grande impegno stanno smantellando per via legislativa i principi della legge morale naturale, che per il credente è il linguaggio del Creatore, non sono però in grado di dirci con cosa intendano sostituirne gli effetti di coesione sociale in vista di fini comuni. La libertà intesa come autodeterminazione, che questa legge afferma ed assolutizza, non è in grado di tenere insieme niente e nessuno, nemmeno l’individuo con se stesso.

Preoccupa molto che in questa legislatura leggi così negative siano state approvate in un contesto di notevole indifferenza. Esprimo il mio compiacimento e sostegno per tutti coloro che si sono mobilitati, con la parola, gli scritti ed anche con le manifestazioni esterne, per condurre questa lotta per il bene dell’uomo. Devo però anche constatare che molti altri avrebbero dovuto e potuto farlo. Questa mia osservazione vale anche per il mondo cattolico. Ampie sue componenti si sono sottratte all’impegno a difesa di valori così fondamentali per la dignità della persona, timorose, forse, di creare in questo modo muri piuttosto che ponti. Ma i ponti non fondati sulla verità non reggono.

In momenti come questo può prevalere un sentimento di scoraggiamento. E’ comprensibile. Tutto si paga in questa vita e le pessime leggi approvate produrranno sofferenza e ingiustizia sulla carne delle persone. Si ha l’impressione di doversi ormai impegnare per ricostruire dalle basi un alfabeto che è stato disarticolato. Nel contempo, occorre anche ricordare che la storia rimane sempre aperta a nuovi percorsi e soluzioni e che nella storia ci si offrono sempre nuove possibilità di recupero e di riscatto. Recupero e riscatto che non ripagheranno, umanamente parlando, le ingiustizie provocate e subite, ma che permetteranno di non consentirne di nuove. Non dimentichiamo che c’è la storia, ma anche il Signore della storia. In Lui confidiamo per essere pronti alle nuove occasioni che Egli ci metterà davanti.

+ Giampaolo Crepaldi

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L’ATTUALITA’ DI FATIMA

PREGHIERA ASSOLUTA GLOBALE CONTINUA
Il ns caro amico Diego Manetti, che per più di un decennio mi ha molto aiutato
nelle conferenze stampa e nell’accoglienza a Casale Monferrato di quasi tutte le veggenti di  Medjugorje, di Gloria Polo, di Claudia Koll ecc, in occasione del centenario di Fatima, giovedì 12 ottobre alle ore 21, a Casale Monferrato, presso la Chiesa dell’Addolorata, invita tutti voi a partecipare alla Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
.
Come ormai decine di volte ho ripetuto nelle mie comunicazioni al gruppo( Vedi..www.medjugorje.name. ) ci stiamo avvicinando sempre di più ai tempi della prova per motivo dei quali la Madonna è apparsa e continua ad apparire a Medjugorje e ai veggenti e non solo a Medjugorje ,  e mai si è vista la Madonna così preoccupata come ora per tutti gli uomini (vedere nel sito tantissimi messaggi e profezie negli ultimi punti del ns sito).
Ovviamente la soluzione è sempre la stessa, cioè pregare e guardare solo a quello senza lasciarsi influenzare dagli eventi presenti e futuri.

Oggi abbiamo visto come i fedeli polacchi ci danno l’esempio di come si deve pregare uniti di fronte al male che avanza     (infatti abbiamo da imparare da loro, temprati da storiche avversità, questa lezione di fede e di preghiera… ad esempio nell’atto di ricevere la Santa Comunione si inginocchiano tutti davanti al sacerdote)

Grazie a tutto il gruppo discepoli degli ultimi tempi e servi inutili (Luca 17:7/10) www.medjugorje.name  per le continue preghiere  da intensificare sempre più andremo avanti,  felici di affrontare a nome della Madonna tutti gli ostacoli.

Importante sempre, accompagnati ed aiutati da incessanti preghiere, valutare da una parte la ns SITUAZIONE ATTUALE (illuminati,vedi link sotto, sia da uno specifico esorcismo, sia da 4  previsioni profetiche di Maria Valtorta  ) e dall’altra la SITUAZIONE FUTURA (illuminati, vedi link sotto, dalle profezie/ messaggi con particolari PREVISIONI IN COMUNE di due classiche apparizioni che la Chiesa ci ha formalmente indicato come degne di fede: FATIMA e LA SALETTE….punti in comune pure con moltissime altre apparizioni.)

PS  Su questo link wetransfer per approfondire ulteriormente la situazione attuale ascoltate questo servizio radiofonico su Luterohttps://we.tl/NCJSiT4AA1    (durata solo 5 giorni).
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LA FRANCIA HA GIA’ PERSO, IN ITALIA SIAMO ALLA FINE

Il fanatismo islamico nelle scuole
È un libro destinato a interrogare molte coscienze e a lasciare il segno quello scritto da Bernard Ravet e appena pubblicato in Francia: Preside di liceo o imam della Repubblica? L’autore è stato per 15 anni preside in tre scuole secondarie statali tra le più difficili di Marsiglia, dove gli studenti musulmani sfiorano il 95 per cento dell’utenza, e ha visto con i suoi occhi quanto sia diventato grave il problema della diffusione dell’estremismo islamico tra gli alunni. «Per timore di stigmatizzare gli istituti che dirigevo, sono rimasto in silenzio per 15 anni», scrive, ma ora che è andato in pensione nel 2015, ha voluto pubblicare questo libro perché «è ora di finirla con la legge del silenzio che pesa sull’impatto della religione in certe scuole. Il fanatismo bussa alla porte degli istituti e impone i suoi simboli e le sue leggi nello spazio scolastico, durante la ricreazione, in mensa, in piscina».

NON AVREI POTUTO GARANTIRE LA SUA INCOLUMITÀ
Nell’ultima settimana, diversi giornali francesi hanno pubblicato alcune anticipazioni del libro. Ravet racconta ad esempio di quando era preside del liceo Versailles e una mamma francese di religione ebraica, tornata a Marsiglia dopo un lungo soggiorno in Israele, è venuta a chiedergli di iscrivere il figlio.
«Quando ho sentito parlare il ragazzo, con un evidente accento straniero, ho capito che i miei studenti avrebbero scoperto subito la sua provenienza straniera. Se avessero scoperto che veniva da Israele, l’avrebbero distrutto. Così, con imbarazzo, ho chiesto alla mamma di non iscriverlo alla scuola statale, ma ebraica». Il preside l’ha fatto a malincuore, «ma non avrei potuto garantire la sua incolumità.
Quando, solo pochi mesi prima di questo episodio, un giornalista era venuto a chiedere a scuola quali erano i rapporti tra i miei studenti musulmani e i loro compagni ebraici, loro hanno risposto: “Qui non ci sono ebrei e se ci fossero, sarebbero obbligati a nascondersi”».

LE APOLOGIE DELLO STATO ISLAMICO E GLI INNI ALLA SHARIA
Le minacce agli ebrei non sono l’unico segnale di radicalizzazione al quale Ravet ha assistito negli anni. Ci sono le ragazze che, nonostante il divieto di portare il velo, cercano di indossarlo a scuola ogni giorno, ci sono gli insegnanti che non possono parlare di Shoah o darwinismo per le eccessive proteste, ci sono le professoresse che vengono chiamate «troie» o «puttane» all’uscita della scuola solo perché portano la gonna, o i docenti di francese, che ogni giorno si sentono ripetere in classe che il francese è «una lingua straniera, la lingua dei miscredenti». Innumerevoli, inoltre, le apologie dello Stato islamico e gli inni alla sharia.
Il preside racconta delle strane persone che si aggiravano intorno alle scuole da lui dirette: risse tra bande, giovani sbandati, barbuti che vendono la droga ai cancelli del liceo «perché tanto solo i miscredenti ne fanno uso e se la droga uccide, uccide solo i miscredenti. Quindi vendere la droga non è contrario all’islam».
Difficile anche il rapporto con i genitori, che giustificano la segregazione dei sessi: «Le donne adultere vanno lapidate».
Di tutto questo Ravet non ha voluto parlare ai giornali fino ad ora (ma alle autorità sì) per non essere «accusato di islamofobia e per proteggere quelle famiglie normali che non potevano permettersi altre scuole», ma ora non vuole più restare in silenzio. Anche perché il problema della radicalizzazione giovanile e scolastica sta crescendo sempre più grave in Francia.
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SE SBAGLIO MI CORREGGERETE

papa

 

“Beatissimo Padre, con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica ‘Amoris laetitia’ e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità”.

Così inizia la lettera che 40 studiosi cattolici di tutto il mondo hanno recapitato a papa Francesco lo scorso 11 agosto e rendono pubblica da oggi, domenica 24 settembre, nel sito www.correctiofilialis.org

I 40 firmatari sono intanto già diventati 62 e altri se ne potranno aggiungere. Ma Francesco non ha dato finora alcun segno di aver preso in considerazione il loro passo.

Un passo che non ha eguali nella storia moderna della Chiesa. Perché è al lontano 1333 che risale l’ultimo precedente analogo, cioè una “correzione” pubblica rivolta al papa per delle eresie da lui sostenute, poi effettivamente rigettate dal papa di allora, Giovanni XXII.

Le eresie denunciate dai firmatari della lettera sono sette. E tutte contenute, a loro giudizio, nel capitolo ottavo dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia“, di cui riportano i passaggi cruciali.

Ma non solo lì. La lettera elenca anche una serie di parole, atti e omissioni con cui papa Francesco avrebbe ulteriormente propagato quelle stesse eresie. Con ciò dando “scandalo alla Chiesa e al mondo”.

Da qui la decisione non solo di denunciare pubblicamente questo stato di cose, ma anche di rivolgere a papa Francesco l’esplicita richiesta di correggere gli errori da lui “sostenuti e propagati causando grande e imminente pericolo per le anime”.

La “correctio” vera e propria, scritta in latino, occupa poco più di una pagina delle 26 dell’intera lettera, ed è riprodotta integralmente più sotto, nella traduzione che ne hanno fatto gli stessi autori.

A proposito dei quali va detto che, nella lettera recapitata al papa, le firme sono collocate non al termine del testo ma subito dopo la “Correctio” e prima delle lunghe “Delucidazioni” finali, che quindi hanno un valore più accessorio che sostanziale. Esse insistono sul retroterra teologico delle eresie denunciate e lo individuano nel “modernismo” e nell’influenza del pensiero di Martin Lutero, per il quale papa Francesco – si legge – denoterebbe “una simpatia senza precedenti”.

Tra i 62 firmatari, elencati più sotto, i 40 che hanno sottoscritto la lettera recapitata al papa sono segnalati in neretto.

E tra le firme che si sono aggiunte in seguito compare anche quella di un vescovo, l’unico. È Bernard Fellay, superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, cioè dei lefebvriani.

Questa sua firma potrebbe effettivamente creare più difficoltà a papa Francesco di quanta non gliene procuri la lettera, per la quale ha fin qui ostentato indifferenza.

Il fatto che Fellay riconosca sette volte eretico Francesco, infatti, rende difficile, se non impossibile, quella riconciliazione pratica che lo stesso Francesco ha mostrato più volte di voler affrettare con i lefebvriani.

Tornando ai primi 40 firmatari, ci sono tra loro due dei sei studiosi laici convenuti a Roma lo scorso 22 aprile per il seminario di studio su “Amoris laetitia” ricordato dal cardinale Carlo Caffarra nella sua ultima – e inascoltata – lettera a papa Francesco.

I due sono Claudio Pierantoni, professore di filosofia alla Universidad de Chile di Santiago del Cile, e Anna Silvas, australiana, specialista dei Padri della Chiesa e docente alla University of New England.

Di Pierantoni. Settimo Cielo ha pubblicato il 14 settembre una nota che così terminava:

“È necessario e urgente che una qualche forma di correzione ‘formale’, o forse meglio, ‘filiale’ del papa, finalmente appaia. E Dio conceda al Santo Padre un cuore aperto per ascoltarla”.

Mentre di Anna Silvas si ricorda che nel seminario del 22 aprile si mostrò scettica sulla volontà di papa Francesco di accogliere una “correzione”.

Piuttosto, ella propose per l’attuale era post-cristiana una “opzione Benedetto“, ispirata al monachesimo nel crollo dell’età antica, un umile e comunitario “dimorare” presso Gesù e il Padre (Gv 14, 23) nella fiduciosa attesa, fatta di preghiera e lavoro, che cessi la tempesta che sconvolge oggi il mondo e la Chiesa.

———-

CORRECTIO

Per mezzo di parole, atti e omissioni e per mezzo di passaggi del documento “Amoris laetitia”, Vostra Santità ha sostenuto, in modo diretto o indiretto (con quale e quanta consapevolezza non lo sappiamo né vogliamo giudicarlo), le seguenti proposizioni false ed eretiche, propagate nella Chiesa tanto con il pubblico ufficio quanto con atto privato:

1. “Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave”.

2. “I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono ‘more uxorio’ con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità”.

3. “Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.

4. “Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza”.

5. “La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio”.

6. “I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite”.

7. “Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi”.

Tutte queste proposizioni contraddicono verità divinamente rivelate che i cattolici devono credere con assenso di fede divina. […] È necessario per il bene delle anime che esse siano ancora una volta condannate dall’autorità della Chiesa. Nell’elencare queste sette proposizioni, non intendiamo offrire una lista esaustiva di tutte le eresie ed errori che ad una lettura obbiettiva di “Amoris laetitia”, secondo il suo senso naturale e ovvio, il lettore evidenzierebbe in quanto affermati, suggeriti o favoriti dal documento. Piuttosto ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni, ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.

Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla “cathedra veritatis”, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali. Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: “Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.

Rispettosamente chiediamo la Vostra Benedizione Apostolica, assicurandoLe la nostra devozione filiale in Nostro Signore e la nostra preghiera per il bene della Chiesa.

*

(In neretto i primi 40 firmatari, quelli della lettera recapitata al papa l’11 agosto. Il nome di uno di questi è stzto omesso su sua richiesta)

Dr. Gerard J. M. van den Aardweg
European editor, Empirical Journal of Same-Sex Sexual Behavior

Prof. Jean Barbey
Historian and Jurist, former Professor at the University of Maine

Fr Claude Barthe
Diocesan Priest

Philip M. Beattie
BA (Leeds), MBA (Glasgow), MSc (Warwick), Dip. Stats (Dublin), Associate Lecturer, University of Malta (Malta)

Fr Jehan de Belleville
Religious

Dr. Philip Blosser
Professor of Philosophy, Sacred Heart Major Seminary, Archdiocese of Detroit

Fr Robert Brucciani
District superior of the SSPX in Great Britain

Prof. Mario Caponnetto
University Professor, Mar de la Plata (Argentina)

Mr Robert F. Cassidy STL

Fr Isio Cecchini
Parish Priest in Tuscany

Salvatore J. Ciresi, M.A.
Director of the St. Jerome Biblical Guild, Lecturer at the Notre Dame Graduate School of Christendom College

Fr. Linus F Clovis
Director of the Secretariat for Family and Life in the Archdiocese of Castries

Fr Paul Cocard
Religious

Fr Thomas Crean OP STD

Prof. Matteo D’Amico
Professor of History and Philosophy, Senior High School of Ancona

Dr. Chiara Dolce PhD
Research doctor in Moral Philosophy at the University of Cagliari

Nick Donnelly MA
Deacon

Petr Dvorak
Head of Department for the Study of Ancient and Medieval Thought at the Institute of Philosophy, Czech Academy of Sciences, Prague; Professor of philosophy at Saints Cyril and Methodius Theological Faculty, Palacky University, Olomouc, Czech Republic

H.E. Mgr Bernard Fellay
Superior General of the SSPX

Christopher Ferrara Esq.
Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association

Prof. Michele Gaslin
Professor of Public Law at the University of Udine

Prof. Corrado Gnerre
Professor at the Istituto Superiore di Scienze Religiose of Benevento, Pontifical Theological University of Southern Italy

Dr. Ettore Gotti Tedeschi
Former President of the  Institute for Works of Religion (IOR),  Professor of Ethics at the  Catholic University of the Sacred Heart, Milan

Dr. Maria Guarini STB
Pontificia Università  Seraphicum, Romae; editor of the website Chiesa e postconcilio

Prof. Robert Hickson PhD
Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies

Fr John Hunwicke
Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford

Fr  Jozef Hutta
Diocesan Priest

Prof. Isebaert Lambert
Full Professor at the Catholic University of Louvain, and at the Flemish Katholieke Universiteit Leuven

Dr. John Lamont STL
DPhil (Oxon.)

Fr Serafino M. Lanzetta STD
Lecturer in Dogmatic Theology, Theological Faculty of Lugano, Switzerland; Priest in charge of St Mary’s, Gosport, in the diocese of Portsmouth

Prof. Massimo de Leonardis
Professor and Director of the Department of Political Sciences at the Catholic University of the Sacred Heart in Milan

Msgr. Prof. Antonio Livi

Academic of the Holy See
Dean emeritus of the Pontifical Lateran University
Vice-rector of the church of Sant’Andrea del Vignola, Rome

Dr. Carlo Manetti
Professor in Private Universities in Italy

Prof. Pietro De Marco
Former Professor at the University of Florence

Prof. Roberto de Mattei

Former Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)

Fr Cor Mennen
Lecturer in Canon Law at the Major Seminary of the Diocese of ‘s-Hertogenbosch (Netherlands).  Canon of the cathedral chapter of the diocese of ‘s-Hertogenbosch

Prof. Stéphane Mercier

Lecturer in Philosophy at the Catholic University of Louvain

Don Alfredo Morselli STL
Parish priest of the archdiocese of Bologna

Martin Mosebach
Writer and essayist

Dr. Claude E. Newbury
Former Director of Human Life International in Africa south of the Sahara; former Member of the Human Services Commission of the Catholic Bishops of South Africa

Prof. Lukas Novak
Faculty of Arts and Philosophy, Charles University, Prague

Fr Guy Pagès
Diocesan Priest

Prof. Paolo Pasqualucci

Professor of Philosophy (retired), University of Perugia

Prof. Claudio Pierantoni

Professor of Medieval Philosophy in the Philosophy Faculty of the University of Chile;  Former Professor of Church History and Patrology at the Faculty of Theology of the Pontificia Universidad Católica de Chile

Father Anthony Pillari, J.C.L., M.C.L

Prof. Enrico Maria Radaelli
Philosopher, editor of the works of Romano Amerio

Dr. John Rao

Associate Professor of History, St. John’s University, NYC; Chairman, Roman Forum

Dr. Carlo Regazzoni

Licentiate in Philosophy at University of Freiburg

Dr. Giuseppe Reguzzoni

External Researcher at the Catholic University of  Milan and former editorial assistant of Communio, International  Catholic Review (Italian edition)

Prof. Arkadiusz Robaczewski
Former Professor at the Catholic University of Lublin

Fr Settimio M. Sancioni STD
Licence in Biblical Science

Prof. Andrea Sandri
Research Associate, Catholic University of the Sacred Heart in Milan

Dr. Joseph Shaw
Tutor in Moral philosophy, St Benet’s Hall, University of Oxford

Fr Paolo M. Siano
Historiae Ecclesiasticae Doctor

Dr. Cristina Siccardi
Historian of the Church

Dr Anna Silvas

Adjunct research fellow, University of New England, NSW, Australia

Prof. Dr Thomas Stark
Phil.-Theol. Hochschule Benedikt XVI, Heiligenkreuz

Rev. Glen Tattersall

Parish Priest, Parish of Bl. John Henry Newman, archdiocese of Melbourne; Rector, St Aloysius’ Church

Prof. Giovanni Turco
Associate Professor of Philosophy of Public Law at the University of Udine,  Member Corrispondent of the Pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino

Prof. Piero Vassallo
Former redactor of Cardinal Siri’s theological review Renovatio

Prof. Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira
Former Professor at the Pontifical University of São Paulo, Brazil

Mons. José Luiz Villac
Former Rector of the Seminary of Jacarezinho

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