PIROGRAFIE che passione

Nell’ambito della manifestazione “Le Stanze delle meraviglie” che si svolgerà presso Villa Giulia a Verbania nei mesi di gennaio febbraio 2017, saranno esposte anche 14 delle mie pirografie.
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Ecco alcune delle ultime pirografie che ho eseguito:
Madonna della Seggiola di Raffaello,
San Giuseppe di Guido Reni,
Maria Maddalena di Stern,
Sacra Famiglia del Moretto
MADONNA DELLA SEGGIOLA RAFFAELLOSAN GIUSEPPE RENILA MADDALENA STARNSACRA FAMIGBLIA BRONZINO

Voto SI, voto NO, voto forse.

LUIGI NEGRIL’arcivescovo di Ferrara, Mons. Luigi Negri, ha recentementente dichiarato al quotidiano La Stampa: «Matrimonio uomo-donna, libertà di educazione, salvaguardia della sacralità della vita dal concepimento al suo termine naturale, sussidiarietà. È qui che si valutano le forze politiche». Conseguentemente un cristiano cattolico che sia degno di questo nome può votare esclusivamente per forze politiche che facciano propri questi valori, o almeno non li combattano e contraddicano apertamente.
Tutti siamo intelligenti e pensanti per cui basta semplicemente chiarire questi contenuti e confrontarli coi programmi… e agire di conseguenza. Come si vede si tratta di VALORI, non di economia, giustizia, socialità, lavoro, etc, che sono comunque aspetti delicati, fondamentali e importantissimi… Ma sempre e comunque secondari rispetto ai VALORI NON NEGOZIABILI. Vediamone sinteticamente il contenuto.
1) Matrimonio uomo-donna. E’ noto che anche la Costituzione dell’Italia dichiara esplicitamente all’art. 29 di voler tutelare e salvaguardare la sola famiglia fondata sul matrimonio. E’ altresì noto che sono tristemente in aumento le convivenze e il numero dei divorzi, nonchè l’arrogante, prepotente e capillare azione dei movimenti, lobbies e gruppi organizzati omosessuali per la legalizzazione delle unioni gay, ivi compresi i diritti di adozione. La Chiesa dice NO, senza se e senza ma a tutto questo. Quindi: nessun appoggio a chi intenda legalizzare le libere convivenze eterosessuali con PACS, DICO e altre diavolerie; meno che mai appoggio a chi intenda legalizzare le unioni gay; assoluta opposizione a qualunque possibilità di adozione o affidamento di bambini a coppie omosessuali. Fermo restando il rispetto per chi, assumendosene davanti a Dio la responsabilità (che c’è anche se non ci crede!), voglia imboccare queste strade, per la cui salvaguardia sono abbondantemente più che sufficienti gli strumenti offerti dal diritto comune privato. La Chiesa, inoltre, è fermamente contraria al divorzio, di cui auspica l’abolizione. Non importa che lo Stato non sia più confessionale; l’unità e la stabilità della famiglia è fondata non su un atto della fede, ma sulla legge naturale e sulla retta ragione.
2) Libertà di educazione. Le scuole cattoliche DEVONO essere equiparate alle scuole pubbliche per garantire un reale diritto all’istruzione. Se io non voglio far educare mio figlio nella scuola pubblica, dove ancora insegnano come oro colato che l’uomo viene dalle scimmie (nonostante recenti iniziative tese a togliere questa emerita corbelleria dai programmi, ovviamente boicottate e bloccate prima che potessero divenire leggi operative…) insieme a tante altre sciocchezze totalmente incompatibili con la Rivelazione, non posso per questo essere costretto a pagare rette iperboliche ed esorbitanti. Se la scuola pubblica è gratuita e pagata con una esigua tassazione, tali devono essere anche quelle private. Altrimenti si viola un diritto fondamentale e elementare (la libertà di educazione, costituzionalmente garantita), assoggettandolo ad una sorta di tirannia di fatto, dato che ben pochi possono permettersi il lusso di sborsare migliaia di euro l’anno per le scuole private cattoliche.
3) Salvaguardia della sacralità della vita dal suo concepimento al suo termine naturale. La Chiesa chiede con forza che sia abolito l’aborto che non è certamente un diritto, ma un abominevole, infame e vigliacco delitto, perpetrato contro chi non si può difendere da colei che dovrebbe custodirlo, amarlo e proteggerlo,; un crimine inqualificabile che grida vendetta al cospetto di Dio (ricordiamo i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio?… 1. Omicidio volontario; 2. Peccato impuro contro natura; 3. Oppressione dei poveri; 4. Frode del giusto salario agli operai). Inoltre bisognerebbe premere e combattere affinché fino a quando questo crimine è permesso, chi vuole compierlo SE LO PAGHI e non sia fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale con i soldi presi dalle esosissime tasse che siamo costretti a pagare (l’Italia è il primo paese al mondo per pressione fiscale!), dato che la medicina serve a curare la vita, non a sopprimerla… Conseguentemente la Chiesa è assolutamente contraria alla pillola del giorno dopo (RU 486), che non è un farmaco ma un’arma per uccidere e a tutte le forme di manipolazione dell’embrione: fecondazione artificiale omologa, eterologa e clonazione, che costituiscono gravissimi disordini morali e uccidono migliaia di embrioni. Anche la legge 40, che a suo tempo fu appoggiata dalla Chiesa, lo fu solo perché rappresentava un MALE MINORE inevitabile, perché, consentendo un numero massimo di embrioni da impiantare (tre), limitava di molto la carneficina rispetto agli impianti selvaggi tuttora possibili in altre zone di Europa. La Chiesa è inoltre fermamente contraria ad ogni forma di eutanasia, testamento biologico e altri strumenti pseudogiuridici con cui si stabilisca la chiusura anticipata della vita umana, che è sacra e inviolabile e la cui disponibilità non compete all’arbitrio dell’uomo.
4) Sussidiarietà. Il principio di sussidiarietà (recepito anche dalla Costituzione italiana all’art. 118) stabilisce che le attività amministrative vengano decentrate agli organismi più vicini ai cittadini (regioni, province e comuni) per garantire maggiore efficienza e maggiore controllo da parte dei cittadini. La sussidiarietà è verticale quando questi bisogni sono svolti da enti amministrativi pubblici; orizzontale quando possono essere gestiti e amministrati dai corpi intermedi, ovvero quelle forme di aggregazione sociale, naturali (come la famiglia) o volontarie (come le Onlus, le associazioni, i partiti politici). In questo caso significa che lo Stato deve fare dei passi indietro e quindi permettere a questi corpi intermedi di agire autonomamente e per proprio conto senza indebite ingerenze. Questo principio è caro alla Chiesa per ragioni di giustizia sostanziale (retta amministrazione dei beni e del patrimonio pubblico) ma anche per la tutela della salvaguardia dei diritti della famiglia (non esclusa una tassazione equa che consenta alle famiglie che lo vogliono di poter fare i figli che Dio vuole senza il patema di non avere il necessario per provvedere alle loro necessità).
I politici che vogliono il voto dei cattolici devono spiegare bene come la pensano su queste questioni. Se purtroppo non sempre ci sono le condizioni per rimuovere le già gravissime e immorali leggi vigenti (divorzio, aborto, legge 40…) – come sarebbe comunque urgente e doveroso – devono almeno impegnarsi a non ampliare ulteriormente la sfera dell’immoralità e del degrado, evitando di continuare colpire al cuore quei valori, condivisibili da qualunque uomo di buona volontà e quindi non confessionali, per i quali la Chiesa si batte e alza, senza alcun timore, la voce. E lo farà sempre, dinanzi a chiunque. Senza compromessi. Senza paura. Senza esitazioni.

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LO PRINCIPE D’I NOVI FARISEI !?

La lettura del Vangelo di oggi era molto imbarazzante per colui che ha firmato l’ “Amoris laetitia”, perché è la pagina in cui Gesù proclama l’indissolubilità del matrimonio. Ecco infatti cosa dice:
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In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc 10, 1-12)
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Come lo ha commentato papa Bergoglio? Era immaginabile che si arrampicasse sugli specchi, ma non pensavo che arrivasse a capovolgere totalmente questa pagina evangelica e le parole di Gesù.
Infatti i farisei, in quel passo evangelico, hanno esattamente la posizione oggi vagheggiata da Bergoglio: sostengono una (errata) “misericordia”, predicano una “comprensione” che arriva a legittimare moralmente il ripudio e un secondo matrimonio.
Al contrario Gesù rientra nella categoria, sempre randellata da Bergoglio, dei “rigoristi”, dei “senza misericordia”, dei “dottrinari”, anzi è l’iniziatore di questa categoria, perché è Lui stesso che cancella la “misericordiosa” concessione di Mosè per proclamare l’indissolubilità del matrimonio.
Le sue parole sono esigentissime: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
Allora Bergoglio come commenta questa pagina? Ribaltando completamente le parti e il testo evangelico.
Lui (ormai è un’ossessione) identifica i farisei con coloro che – ai due Sinodi – si sono opposti alle sue innovazioni “misericordiose”. Infatti li definisce alla stessa maniera: un «piccolo gruppetto di teologi illuminati», convinti «di avere tutta la scienza e la saggezza del popolo di Dio», che ripetono continuamente “Non si può! Non si può!”.

Qui c’è la prima falsificazione perché – al contrario – i farisei ripetevano che “si può! si può!” dare l’atto di ripudio e risposarsi di nuovo. Era Gesù che diceva: “Non si può! Non si può!”

Ma Bergoglio cambia le carte in tavola. Certo, dice che – in effetti – Gesù proclama “la verità sul matrimonio” e “mai negozia sulla verità”, però distingue sempre tra la verità e la «debolezza umana».

E a questo punto arriva a far dire a Gesù l’esatto contrario di quanto si legge nel vangelo. Ecco le parole di Bergoglio:

“Gesù però è tanto misericordioso è tanto grande che mai, mai, mai chiude la porta ai peccatori”. Lo si capisce quando domanda ai farisei: “Cosa vi ha comandato Mosè? Cosa vi ha ordinato Mosè?”. Quello rispondono che “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio”. Ed “è vero, è vero”. Allora Gesù risponde così: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma”…

Ebbene “in questo riferimento a Mosè”, secondo Bergoglio, Gesù “lascia un po’ qualcosa per il perdono della gente che non è riuscita a portare avanti questo compromesso”. Del resto, anche “oggi, in questo mondo in cui viviamo, con questa cultura del provvisorio, questa realtà di peccato è tanto forte”.

Gesù, “ricordando Mosè, ci dice che c’è la durezza del cuore, c’è il peccato”. Ma “qualcosa si può fare: il perdono, la comprensione, l’accompagnamento, l’integrazione, il discernimento di questi casi”.
ORA: IN QUELLA PAGINA DEL VANGELO GESU’ NON ASSECONDA AFFATTO LA “CONCESSIONE” MOSAICA E NON PARLA MAI DEL “DISCERNIMENTO DI QUESTI CASI” A PROPOSITO DELL’INDISSOLUBILITA’ DEL MATRIMONIO.
GESU’ E’ CATEGORICO, AFFERMA IL COMANDAMENTO DI DIO: NON SI PUO’ MAI DIVORZIARE E RISPOSARSI CON UN’ALTRA PERSONA.
E’ INVECE BERGOGLIO CHE PARLA DI “DISCERNIMENTO DI QUESTI CASI”, E’ BERGOGLIO CHE SOSTIENE L’IDEA (CHE ERA LA STESSA DEI FARISEI ANTICHI) SECONDO CUI LA VERITA’ DEL MATRIMONIO E’ “ASTRATTA” E TROPPO ESIGENTE, PERCIO’ DEVE ESSERE POI, NEL CONCRETO, SOPPIANTATA DALLA VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE E DELLE ESIGENZE SOGGETTIVE DI CIASCUNO.

Questi sono i contenuti dell’Amoris laetitia! Con questo intervento Bergoglio chiarisce ancora meglio quello che ha fatto con questo documento: in sostanza par di capire che, in qualche modo, duemila anni dopo, Bergoglio torna a dar ragione ai farisei e torto a Gesù. Ripristinando la prassi mosaica.

SONO PROPRIO I FARISEI ANTICHI INFATTI A SOSTENERE – COME BERGOGLIO – CHE BISOGNA ESSERE “COMPRENSIVI” CON IL DIVORZIO E AMMETTERE IL SECONDO MATRIMONIO.
DUNQUE “LA CASISTICA” CHE BERGOGLIO IMPUTA AGLI ALTRI E’ TUTTA E SOLO SUA CHE INFATTI ORA HA INTRODOTTO ADDIRITTURA LA POSSIBILITA’ – CASO PER CASO – DI ACCEDERE ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI.
Invece Gesù, che è la Misericordia fatta carne, davvero Lui perdona sempre ogni peccatore pentito, ma invitandolo a non peccare più (a uscire dalla condizione di peccato). Lui perdona tutto, ma lo fa elevando il peccatore pentito all’altezza della Legge di Dio, non abbassando la Legge di Dio a suo uso e consumo. Lui non stravolge la verità per giustificare i peccati umani, ma divinizza il peccatore pentito lavando le sue colpe col proprio sangue. Lui insegna cosa è Bene e cosa è Male: non confonde mai il Bene con il Male.

Gesù, che è il vero amore e la vera comprensione, si preoccupa anzitutto della salvezza eterna delle anime (ha dato addirittura la vita per la nostra salvezza) e quindi richiama sempre alla verità e alla Legge di Dio, che è la sola via che porta in Paradiso.

Bergoglio – al contrario – non si occupa della salvezza eterna delle anime (provate a cercare questo tema nell’Amoris laetitia…). Lui si occupa del benessere terreno (con una sua anacronistica ideologia)…
Prima ha fatto un’enciclica sulla raccolta differenziata dell’immondizia e sulla salvaguardia delle biodiversità (sopravvivenza piccoli vermi e zanzare), ora una Esortazione apostolica che elogia l’erotismo (come se oggi ce ne fosse bisogno).
Dunque si trova in imbarazzo davanti a pagine del Vangelo come quella di oggi e, per questo, cerca di attribuire a Gesù la SUA personale idea. Finendo per ribaltare le parti fra Gesù e i farisei.

Bergoglio definisce, sprezzantemente, i farisei «teologi illuminati» che sarebbero chiusi nella trappola del «Si può? Non si può?» e quindi “incapaci sia di orizzonti grandi sia di amore per la debolezza umana”.

Ma è vero il contrario. Gesù non rimprovera affatto ai farisei di aver posto quella domanda e risponde assai volentieri spiegando cosa “si può” e cosa “non si può”. Gesù rimprovera loro proprio l’opposto di Bergoglio: Gesù cioè sostiene che essi sono “indulgenti” col peccato e hanno voluto cambiare la legge di Dio a proprio comodo.

Ecco dunque la surreale conclusione di Bergoglio: “Che Gesù ci insegni ad avere con il cuore una grande adesione alla verità e anche con il cuore una grande comprensione e accompagnamento a tutti i nostri fratelli che sono in difficoltà. E questo è un dono, questo lo insegna lo Spirito Santo, NON QUESTI DOTTORI ILLUMINATI, CHE PER INSEGNARCI HANNO BISOGNO DI RIDURRE LA PIENEZZA DI DIO A UNA EQUAZIONE CASISTICA”.
In realtà – come si è visto – è proprio Bergoglio che fa la “casistica” e la fa andando CONTRO le parole di Gesù e CONTRO ciò che lo Spirito Santo ha sempre insegnato alla Chiesa.
Quindi viene da concludere: “Medico cura te stesso”….. Da sottolineare che in questa pagina del Vangelo di Marco, Gesù – dopo – viene interrogato sull’argomento dai suoi apostoli e a loro ribadisce categoricamente qual è il comandamento di Dio sul matrimonio, perché NELLA SUA CHIESA sia chiaro per sempre!

Quindi è soprattutto ai successori degli apostoli che non è consentito disobbedire a queste parole del Signore, per tornare alle idee dei farisei.

E, a proposito di farisei, tornano in mente – COME MONITO PER BERGOGLIO – i versi che Dante – nella Divina Commedia – dedicò al papa del suo tempo, Bonifacio VIII, che destinò all’Inferno definendolo “Lo principe d’i novi Farisei” (Inf. XXVII, 85)…

Antonio Socci

Pirografie di Rodolfo Danieli a Copparo

In mostra nell’atrio del Comune il 7 e 8 maggio prossimi

 Può il legno trasformare la propria essenza di rigidità in morbide curve di chiaroscuri, assumere la leggerezza di un velo, diventare filigrana come in un intarsio, plasmare la dolcezza del volto rinascimentale e contemporaneamente raccontare la forza di un elemento naturale che solo l’incisione dello scalpello potrebbe rendere viva?  Si, perché le tavole di tanganica sotto l’abile tratto del pirografo di Rodolfo Danieli, diventano quadri viventi di un tempo dell’arte in cui il genio umano ha dato il meglio di sé. I capolavori di Rubens, Guido Reni, Poussin, Carracci, Caravaggio, Zurbaran, Gentileschi (solo per citarne alcuni) si trasformano nel racconto di una passione che nasce dall’amore per la bellezza della forma e l‘armonia del movimento, ma soprattutto dalla voglia di raccontare attraverso il dosaggio sapiente della luce e delle tenebre, la passione viscerale per l’intimissimo e contrastante rapporto tra il divino, l’umano e chi lo crea. CARRACCI COMPIANTO DI CRISTO 1 copiaC’è una forza elegante nelle opere di Danieli, una forza che dà respiro alla composizione e contemporaneamente riproduce con assoluta perfezione di dettagli, la spinta verso il movimento di ciascuna figura sia esso il gladio alzato della “Strage degli innocenti”, il cavalo imbizzarrito di vinciana memoria nel “San Giorgio” di Rubens, il gesto ruotante del piccolo Davide su Golia o la tensione leggiadra dell’indice all’insù in quell’ “Annuncia a Maria” in cui le venature proprie del legno si sono trasfigurate in piena luce. È un maestro Rodolfo Danieli, di quelli in cui la piena padronanza della tecnica ti restituisce la capacità di leggere opere famosissime con uno sguardo nuovo, quello della sensibilità. Una sensibilità mai leziosa o ridondante della sua capacità di ricreare particolari eccellenti, stoffe finissime, sguardi in grado di parlar nell’infinito e mutante linguaggio di un’arte, che ha perso il colore per regalarsi tutta ad un chiaroscuro superbo. Scriveva Alda Merini: “La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia”. Quella delle pirografie di Rodolfo Danieli.
(d. Massimo Manservigi, Direttore de “La Voce di Ferrara”)