Stralci di un’interessante e bella omelia di domenica scorsa nella Basilica Cattedrale di Ferrara:
… c’è una frase che, a prima vista, oltre che severa, potrebbe apparire addirittura presuntuosa se a pronunciarla non fosse stato il Figlio di Dio: “senza di me non potete fare nulla”! Laddove nulla significa esattamente niente!
Per qualcuno, paradossalmente, sembra che senza Cristo si possa fare di più e si possa fare meglio … ma:
“Senza di me non potete fare nulla”! Ma è proprio vero? Guardiamoci intorno!
Tanto per iniziare:
Senza Cristo la religione assume la fisionomia del terrore e della barbarie.
Senza Cristo la religione non ha volto, è sfigurata!
Senza Cristo ci si illude, e ci si inganna, di poter onorare Dio piazzando bombe nelle Chiese, o stuprando bambine indifese, per poi sposarle, obbligandole così alle conversione forzata in un Dio tremendo. Saulo di Tarso prima della conversione a Cristo e del cambiamento della sua vita e del suo nome in Paolo, è l’esempio lampante di come lo zelo per una religione che è frutto di un invasamento umano, produce solo terrore e strage.
Senza la centralità di Cristo, il Cristianesimo stesso rischia di diventare una sorta di “brodino insipido”,la Chiesa una Onlus, e il Prete il facchino di una “ditta” che, peraltro, incassa più critiche che attestati di benemerenza!
Senza Cristo la domenica è il giorno più stupido e inconcludente della settimana, una sorta di “pattumiera” sociale nella quale ci può e ci deve stare tutto … eccetto Dio!
Senza Cristo l’economia va a rotoli e la finanza diventa un vampiro assetato di sangue.
Senza Cristo la politica tende a trasformarsi in una sorta di folle “arena” in cui vige la legge brutale del “tutto per me, e per gli altri se ce n’è”. E chi ne paga le conseguenze sono i poveri, quelli veri, non quelli che evadono il fisco!
Senza Cristo la moralità scivola sotto terra. Siamo alle soglie di una nuova estate in cui saremo costretti ad assistere allo spettacolo inverecondo di gente vestita (o, per meglio dire, svestita!) in modo disgustoso e offensivo del buon gusto oltre che della nostra fede. Sarà bene cominciare ad indignarsi: non accetto l’idea che, per colpa di una moda immorale, si associ la depravazione dell’Europa al Cristianesimo: non è vero che i cristiani sono quelli che vestono così: io non ci sto!
Senza Cristo le conferenze internazionali di pace, si trasformano in una sorta di “picnic” in giacca e cravatta, picnic tanto più inconcludenti, quanto più ipocriti!
Senza Cristo, per un verso, si moltiplicano le campagne per finanziare canili, gattili, “bestili” di varo genere, e, per altro verso, si licenziano o si minacciano gli infermieri che si rifiutano di collaborare a quelle “stragi legalizzate” che sono gli aborti. Sono stufo di sentir parlare di “amore per gli animali” e di “sentir tacere” l’indignazione e lo sdegno per gli aborti, per coloro che li propugnano come diritto e per coloro che li praticano!Senza Cristo il progresso è un’illusione, la scienza un idolo, la tecnica una matrigna e ce ne stiamo lentamente accorgendo, grazie a Dio!
Senza Cristo l’amore è una parola vuota, sbiadita ed equivoca, una sorta di passepartout che apre tutte le porte, compresa quella dell’Inferno!
Senza Cristo, infine, la società fa un balzo indietro di 2000 anni e l’altro non è più mio prossimo, ma mio rivale.
Senza Cristo si ricade in quel tremendo detto latino che suona così: homo homini lupus!
“Senza di me non potete fare nulla”. Sì, Signore, è proprio vero! Senza di te siamo “alla frutta”! Senza di te è la fine! Anzi, per dirla col filosofo Kant, senza di te siamo alla “fine perversa di tutte le cose”: basta aprire un notiziario per capire quante volte al giorno quella fine perversa sfiora e, talvolta, raggiunge tanti nostri fratelli.
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