Ormai le immagini della nave da crociera Costa Concordia ci sono entrate nella memoria mostrate e rimostrate in continuazione nei vari telegiornali; e abbiamo visto anche com’era nel suo esagerato lusso, nata apposta per il divertimento e la goduria, che è un’altra cosa, dei suoi passeggeri che potevano usufruire di 13 bar, 5 ristoranti, 5 vasche idromassaggio, 4 piscine e una per i bambini, 6000 metri quadri dedicate a palestra, terme, sauna, bagno turco e solarium, un campo polisportivo, il cinema, casinò ed una discoteca, un simulatore di gran premio ed infine un mondo virtuale per le play station. La tragedia è avvenuta proprio nel momento in cui non solo l’Italia ma l’Europa tutta è sull’orlo di una crisi economica drammatica che questi sfortunati passeggeri avevano certamente dimenticato nello sfolgorio delle luci del salone delle feste e nelle danze del ventre a bordo piscina.
In questi luogi di svago sfrenato non c’è posto né tempo per pensare a Cristo, anche la religione, come i sacrifici imposti dai tempi, è da dimenticare. Eppure anche Cristo è entrato di soppiatto in questa tragedia: vi ha pensato,nella telefonata allo sciagurato Capitano della nave Costa Concordia, Schettino, il Comandate della Capitaneria di Porto di Livorno De Falco, il quale, nella sua foga, nello sfoggio della sua autorità sapendo che la telefonata era registrata, ha imprecato sdegnosamente almeno tre volte, una dicendo “cristo!” e due volte dicendo “cazzo”. E’ pur vero che il Gesù storico è stato più volte attaccato dai pettegoli del tempo che gli contestavano le sue frequentazioni – prostitute, ladri, mangioni e via dicendo – ma qui l’associazione mi parrebbe un tantino esagerata se non fosse per il fatto che una delle più belle notizie della tragedia è stata che il parroco dell’Isola del Giglio ha spalancato la Chiesa per ospitare gli sfortunati gaudenti i quali, vicini a Cristo, volenti o nolenti, hanno finalmente trovato un poco di pace e conforto.
Qualcuno ha paragonato la tragedia della grandiosa nave Costa Concordia a quella del Titanic; certo tutti ricorderanno che al varo del famoso transatlantico, armatori e progettista e capitano, dissero che era un transatlantico che neppure Dio poteva fermare, ma si erano dimenticati che bastava un cumulo di acqua ghiacciata e la gioiosa spensieratezza della festa per far calare quel minimo di attenzione, sicchè nell’uno e nell’altro caso – ma qui Dio non c’entra – è successo l’irreparabile.
Mi viene da pensare a quella ragazza di poco più di tredici anni che tanti secoli fa, ringraziando Dio della propria situazione aveva profeticamente (in senso biblico) decantato una preghiera con queste parole: … Interviene con la forza del suo braccio, disperde i superbi nei pensieri del loro cuore; abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili.
Il mostro giace ormai morto sulle sponde dell’Isola del Giglio: ma al di là delle notizie che ora dopo ora ci propinano i telegiornali, quel che rimane davvero luminoso nel buio di questa tragedia, è e sarà per sempre lo straordinario comportamento di alcuni membri dell’equipaggio, di molti dei naufraghi, ma soprattutto della generosità degli isolani.

Per come gira il mondo se Dio esistesse non avrebbe scusanti….il resto sono favole per bimbi…
In effetti… ma a non avere scusanti sono le persone come te che non usano la ragione, perchè anche gli antichi greci sapevano benissimo che la libertà dell’uomo è sacra e neppure Dio può ignorarla. Se uno vuole andare nel fosso che vada, Lui non lo può impedire, perlomeno secondo il modo di pensare dei miscredenti e degli atei.
Fortunatamente il nostro Dio è uno che ama anche chi gli sputa in faccia: non è Dio che avebbe dovuto evitare la tragedia, ma il comandante che avrebbe dovuto fare seriamente il prioprio mestiere e pensare alla propria responsabilità piuttosto che alle moldave.
natanaele