I VERI DIMENTICATI

Perché la Chiesa in Italia e in Europa è diventata insignificante in politica? Ha dimenticato i più dimenticati, ovvero il ceto medio, ormai proletarizzato, e numericamente dominante.
Il quale addolorato e triste ricambia con la stessa moneta. La Chiesa non conosce più il popolo, inteso come le masse dell’ Occidente. Per lo più le detesta. Ha cacciato dal tempio non i mercanti, ma quel vasto ceto sociale, che va dal piccolo imprenditore all’ artigiano all’ operaio che veniva un tempo definito “maestranza”. Lo ha fatto senza neppure accorgersene, tutta impegnata a risolvere le sue diatribe cartacee, e piano piano ha fatto mancare il basamento confortante della sua saggezza sacramentale a questa gente che era il suo nerbo silenzioso, le divisioni di un esercito che Stalin non vedeva.

Questa classe, trascurata da Marx ma non dai Papi, era ed è ancora geneticamente intrisa di lavoro benedetto ed educazione oratoriana. In Italia è stata l’ ossatura delle associazioni cattoliche e della Democrazia cristiana. Il resto degli italiani che osservano il precetto festivo viene da lì. Sono brava gente, anche chi non frequenta conserva una sensibilità religiosa, che si manifesta imprevista magari a Medjugorje. Ma questo popolo sbrindellato, alla mercé dei venti della crisi mondiale, invece di sentirsi compreso e amato, è trattato dai vescovi e dai “preti di strada”, come un persecutore degli “ultimi”. Si è intimato, a chi ancora ha una risorgente memoria di credenze imparate dalla mamma, di non ascoltare chi chiede di tornare a fare i presepi in luoghi pubblici, «perché non sono armi contro gli altri» (sic), guai a chi non fa nascere Gesù su un canotto, certi sacerdoti osannati come eroi chiudono la parrocchia a Natale perché «voi cattolici siete cattivi».

SOLO MIGRANTI E ROM
Si aspetta una carezza dal Papa. L’ unica parola di formidabile impatto politico udita pronunciare dalla finestra del palazzo apostolico è stata l’ invito a firmare il “Global Compact” favorevole alle migrazioni. Il problema del mondo sembra solo quello: gli africani in cerca dell’ Eldorado che noi invece gli neghiamo. I profughi più l’ ecologia, e il resto è secondario.

Il Papa non pensa e non dice certo questo. Le sue omelie mattutine sono un costante invito a lasciarsi incontrare da Cristo. Ma chi le fa conoscere? Dovrà lavorare e correggere parecchio l’ ottimo collega Andrea Tornielli, opportunamente scelto da Francesco a sovrintendere la comunicazione vaticana, perché la predicazione del Pontefice non sia ridotta – come fanno passare i mass media e molto clero – a un’ attenzione esclusiva ai migranti, ai rom e, tra gli italiani, ai senzatetto.

Capita così quando il Vangelo è interpretato con i criteri dei sociologi, magari applicando l’ Ise (indicatore di situazione economica) invece che basandosi sulla tradizione vivente, con la semplicità dei santi curati che sentivano l’ odore delle pecore, e non le selezionavano in base alla certificazione degli antropologi della Scuola di Francoforte.
Un esempio molto piccolo.

Il Vangelo di Giovanni dice: «La salvezza viene dai Giudei». Betlemme è scelta perché lì c’ è la stirpe regale di Davide, non perché fosse una favela di Gerusalemme. Invece nelle omelie prenatalizie vanno forte frasi come queste: «Dove nascerebbe Gesù oggi?». Ovvio: tra gli ultimi. Probabilmente dalle parti dove è andato Di Battista a fare i reportage nelle foreste del Guatemala.

Le coordinate geopolitiche della capanna il buon Dio le deciderebbe dopo un sondaggio tra i principali esperti dell’ Onu. E via così, le prediche. Un alito di divino nell’ umano, a prescindere dall’ origine sociale marxiana, no? Ad esempio una carezza ai disgraziati che in Francia indossano i gilet gialli? Figuriamoci. Sono contro l’ ecologia, costoro. Guai. Infatti i “richiedenti asilo” non protesterebbero fino a incendiare i cassonetti per la disperazione, a causa di una cosa sciocca come il caro benzina, roba da ceto medio. Quanti singulti soffocati provocano a un capofamiglia i conti che non tornano per trenta euro di spesa mensile in più alla pompa del gasolio, lo sanno solo loro, i preti non devono sapere, sono i tormenti dei “penultimi”, e il Vangelo non ne parla.

LEZIONI DAL PASSATO
La Chiesa in Occidente si è dimenticata dei “dimenticati”. Sono quelli che hanno scelto Trump, perché si occupa di loro. Sono stati buttati fuori dalle fabbriche che traslocano nel Terzo mondo, oppure messi fuori mercato dai bassi salari dei messicani. Invece di mandare i figli all’ università, facendoli crescere socialmente, i “forgotten men” si arrangiano servendo hamburger nei fast food, oltretutto colpevolizzati perché fanno diventare obesi i bambini.

Nel mondo della globalizzazione ci sono queste masse bastonate che hanno il torto di essere bianche, non meritano di essere associate alle beatitudini del discorso della Montagna. Possibile che solo Salvini e Trump cerchino di capirne il disagio? Le ancorano a un cristianesimo certo troppo simbolico e forse superficiale, ma forse il fatto che tanti siano colpiti da questo sventolare il rosario in piazza del capo della Lega, meriterebbe qualcosa di più che il disprezzo.

Perché gettare via il bambino insieme all’ eventuale acqua sporca? La Chiesa gettando lontano da sé come razzista ed egoista questa gente, getta via se stessa come annunciatrice di salvezza per tutti, persino per chi si è infatuato di Di Maio, che è di sicuro un peccato mortale.

Il Cardinal Martini chiedeva di avvicinare i lontani. Non credo intendesse solo gli intellettuali alla Scalfari. Il cardinale Siri, e non se ne conobbe mai uno più severo con il comunismo, chiamava a sé i camalli comunisti del porto di Genova. Li invitava presso di sé, li difendeva dai poteri forti, gli proponeva di credere e di far del bene. La Chiesa era attaccata ma impedì il disfacimento sociale e politico dell’ Italia. Una lezione interessante per il presente.

di Renato Farina

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