Valori non negoziabili

da TEMPI, di Assuntina Morresi

La splendida prolusione del Card. Bagnasco al Consiglio Permanente della Cei  iniziato ieri rimarrà, a mio parere, uno degli interventi più significativi  della sua Presidenza. Un testo da leggere, rileggere e meditare in tutti i suoi  tantissimi spunti e suggestioni, nelle riflessioni che propone e nella strada  che indica da percorrere. Nella confusione cupa che il nostro paese sta  attraversando si percepisce nettamente la certezza delle fede cristiana nelle  parole del Cardinale, insieme alla lucidità di un giudizio di cui è evidente  l’origine.

L’inizio è quasi disarmante: “No, non finiremmo mai di parlare di Gesù” e il  Cardinale già immagina che non saranno queste le parole che saranno riprese  dalla stampa, e che il richiamo alla Persona di Cristo potrebbe sembrare ovvio,  e lo dice, per ribadire che “si sappia però che è questo, è Gesù Cristo che noi  vogliamo porgere, il Suo nome far risuonare”.

E proprio per questo scopo – far risuonare il Suo nome – la prolusione  diventa una lunga e interessante lettura del tempo che stiamo attraversando.  Tante le questioni affrontate, nessuna in modo scontato. Dura la denuncia delle  persecuzioni dei cristiani, con la distrazione dell’Occidente che “ proclama sì  i diritti umani ma poi sembra volerli applicare ed esigere con pesi e misure  diversi”, ed è forte l’invito alla “sistematica memoria” dei fratelli  perseguitati. E poi la crisi alimentare e quella economica, e l’importanza del “capitale umano”: la persona sempre al centro, insomma, a partire dalla vita  delle parrocchie, per le quali si raccomanda la cura dei sacramenti, fino al  giudizio sulla situazione sociale e politica del nostro paese.

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